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3 – Il neoliberismo. L’avvento della globalizzazione

Ottobre 23
12:28 2020

Le conseguenze negative della globalizzazione, come il diffuso materialismo e consumismo, hanno reso le persone più egocentriche, assetate di potere e indifferenti ai diritti, bisogni e sofferenze degli altri. Questo ha portato ad una ‘globalizzazione dell’indifferenza’ che ci fa lentamente abituare alla sofferenza dell’altro chiudendoci in noi stessi. […] Tale indifferenza dà luogo a una ‘cultura dell’esclusione’ in cui a poveri, emarginati e vulnerabili sono negati i loro diritti, così come le opportunità e le risorse che sono invece disponibili per altri membri della società. Essi vengono trattati come insignificanti, superflui, gravosi, inutili, da utilizzare o anche da scartare come oggetti. […]

Papa Francesco


Il primo passo

I sei paesi economicamente più sviluppati (il G6) si riunirono a Parigi nel 1975. In quella sede si iniziò a caratterizzare la futura storia dell’economia mondiale. I sei paesi (loro per tutti) concordarono alcune azioni mirate a facilitare i movimenti finanziari e il commercio dei beni: la liberalizzazione della circolazione dei capitali e la liberalizzazione (privatizzazione) delle attività industriali gestite dagli Stati e dagli Enti pubblici. Si innescò, così, il processo di globalizzazione economica attraverso il quale gli speculatori della finanza poterono agire tutti i giorni e le notti e a qualsiasi ora in qualsivoglia parte del mondo.

Il ‘gioco’ internazionale della borsa

Con l’introduzione della vendita allo scoperto (short selling) è stata resa possibile la vendita di strumenti finanziari non posseduti (!) con successivo riacquisto da effettuare in giornata. Chiaramente l’investitore eseguirà questa operazione nel caso ritenga che il prezzo al riacquisto sarà inferiore al prezzo originariamente percepito con la vendita (le azioni oggetto dell’operazione saranno sempre del proprietario originario!) di queste azioni.


Non ho paura della cattiveria dei malvagi,
ma del silenzio degli onesti

Martin Luther King


È sbalorditivo che si sia legalizzato un gioco d’azzardo (una scommessa) usando l’oggetto di un estraneo! E poi tanto azzardo non c’è più in questo tipo di operazioni. Infatti, la previsione dell’andamento borsistico è fatta sviluppando algoritmi sofisticati che sono elaborati con strumenti molto potenti (c’è chi usa l’intelligenza artificiale con le reti neurali).


È un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.

Henry Ford


Ecco che questi speculatori inqualificabili, avendo a disposizione l’andamento – molto preciso – di tutti i titoli mondiali, possono ‘giocare’ in borsa su uno o più di essi quasi senza rischi e mettendo in campo anche un capitale complessivo che non possiedono, perché rischiano solo l’eventuale perdita sull’operazione. In altri termini, se possiedo solo un capitale di 1000 euro, posso rischiarlo su un’operazione complessiva di 10000 euro considerando una caduta ipotetica del 10% del titolo in questione. Chiaramente questo meccanismo non è disponibile per i poveri mortali che, invece, investono i propri miseri capitali basandosi sulla loro impreparazione e sui ‘consigli’ degli operatori sedicenti esperti e ‘infilandoli’ direttamente nelle fauci dei pescecani della finanza.

La dispersione della produzione e del capitale

Il processo di globalizzazione economica ha cambiato anche il modo di produrre e si è consentito alle imprese di ‘disancorarsi’ dal territorio. Con la delocalizzazione è diventato molto complicato assegnare a un imprenditore un contesto di riferimento: l’impresa può sviluppare la produzione in una o più nazioni e far risiedere il centro decisionale in un ‘paradiso fiscale’ (per esempio Irlanda o Olanda o Lussemburgo o Panama) dove, probabilmente, hanno aperto un ufficio delle dimensioni di una stanza, per pagare poche tasse. Non solo, anche l’imprenditore vivrà ‘disperso’ in una moltitudine di azionisti anonimi distribuiti in tutto il mondo. Tutto ciò è immorale perché non risponde alle leggi naturali di una comunità!
Dopo altri incontri, gli otto paesi economicamente più sviluppati (il G8) si riunirono a Genova nel 2001.


Comunicato del G8 svolto a Genova nel 2001

  1. Noi, i Capi di Stato e di Governo di otto delle principali democrazie industrializzate e i rappresentanti dell’Unione Europea, ci siamo riuniti a Genova per il primo Vertice del nuovo millennio.
    In uno spirito di collaborazione abbiamo affrontato i problemi più pressanti dell’agenda internazionale.
  1. Come Leader democratici, responsabili verso i nostri cittadini, crediamo nell’importanza fondamentale di un dibattito pubblico ed aperto sulle principali sfide che le nostre società devono affrontare.
    Promuoveremo soluzioni innovative basate su di un’ampia partnership con la società civile ed il settore privato. Ricercheremo, inoltre, una cooperazione e solidarietà più accentuate con i paesi in via di sviluppo, basate su una reciproca responsabilità per combattere la povertà e promuovere lo sviluppo sostenibile.
  1. Siamo decisi a far sì che la globalizzazione lavori a favore di tutti i nostri cittadini e specialmente per i poveri del mondo.
    Includere i paesi più poveri nell’economia globale è il modo più sicuro per rispondere alle loro aspirazioni fondamentali.
    Abbiamo concentrato le nostre discussioni sulla strategia per riuscire in questo intento.

Il risultato a oggi

Ora, a distanza di quasi venti anni, siamo in grado di valutare quanto false erano le intenzioni degli otto paesi ‘grandi e civili’ che si riunirono a Genova. La spudoratezza di alcune affermazioni fanno venire il voltastomaco:

«…per combattere la povertà e promuovere lo sviluppo sostenibile.»
«Siamo decisi a far sì che la globalizzazione lavori a favore di tutti i nostri cittadini e specialmente per i poveri del mondo.»

Con il termine ‘globalizzazione’ si è spacciata l’idea di unificazione degli uomini, auspicata dagli antichi pensatori. Ma i mezzi tecnologici sono detenuti solo dalle civiltà ‘intellettuali’ le quali facilmente sono condotte verso una loro continua e crescente appropriazione delle risorse naturali mirata all’unificazione e crescita solo di una parte della civiltà occidentale. La conseguenza è la frattura fra le persone fino all’odio, fino alla guerra, per il mantenimento dell’egemonia, per il mantenimento e l’accrescimento dei privilegi e dei mezzi per governare e dividere il mondo. Conseguenze inevitabili sono le disuguaglianze e le lacerazioni che sono quindi incompatibili e contrapposte al concetto della ‘cittadinanza universale’, artatamente propugnato nel termine ‘globalizzazione’.
Prendiamo per esempio i Romani e facciamo un piccolo confronto. Essi conquistavano, acquisivano la cultura dei conquistati e davano loro la cittadinanza romana per condividere le risorse sotto il sistema romano dei ‘regali’, seppur all’interno di un sistema di privilegi. Oggi, con la civiltà occidentale, si conquista e si esclude, si divide, si fomenta l’odio fra culture e civiltà.
La storia ci ha raccontato come le guerre venissero dichiarate fra stati economicamente importanti per estendere il proprio controllo geopolitico o per aumentare il controllo delle risorse mondiali. Ma, dopo l’attentato alle torri gemelle di New York, la guerra contro il terrorismo internazionale sta consumando l’ultimo stadio del processo di globalizzazione ‘governato’ dagli USA. L’obiettivo è il controllo globale dell’economia che passerà sopra chiunque tenti di frenare questo processo: i terroristi, gli ‘stati canaglia’, le corporation antagoniste, le organizzazioni nemiche…
La globalizzazione ha certamente allargato i limiti preesistenti e ha aperto nuove opportunità sul fronte sociale e politico (purtroppo disattese dai fatti), ma ha anche fallito l’obiettivo primario di integrare le popolazioni locali nella ‘società globale’. Al contrario, ha permesso ai potenti di sfruttare i più deboli. Per esempio, è stata incoraggiata la migrazione di industrie inquinanti verso i paesi più poveri. E sì, i costi per i danni alla salute dovuti all’inquinamento (aumento di malattie e mortalità) sono sicuramente inferiori in un paese povero! E se non fosse possibile migrare l’industria… allora migriamo gli inquinanti!

Perché non è socialmente sostenibile?

Perché non è stato attivato un processo di globalizzazione dei bisogni che riguardano la fame nel mondo, la qualità della vita, la conservazione dell’ambiente, l’alimentazione sostenibile, eccetera?

Perché non si è impedito che la globalizzazione contribuisse in maniera rilevante alla perdita, da parte di molti popoli, della loro identità socio-culturale?

Perché si è continuato a indicare risoluzioni a misura proprio di ciò che sta franando, dissolvendo e facilitando sviluppi pregni di un minaccioso oscurantismo?

Perché non si è operato per globalizzare la richiesta di libertà per tutti i popoli oppressi?

Perché non si tende a eliminare le crescenti discriminazioni e le violenze che si verificano in tutto il mondo?

Perché non si uniscono le forze per promuovere una cultura dell’inclusione per una società globale giusta e pacifica?

La situazione è molto grave. Eppure, nel 1948, quasi tutte le nazioni mondiali dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite accolsero la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DU). L’accordo fu molto ampio e tutt’oggi questo documento dovrebbe rivestire una determinante importanza nelle regole del vivere civile globale. Io credo che molti di noi abbiano dimenticato i contenuti di questo importante documento. Quindi ritengo che sia opportuno riportarne il testo per leggere e conoscere, o rammentare…


Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo;

Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione;

Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;

Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;

Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;

L’ASSEMBLEA GENERALE proclama la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1 – Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2 – Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3 – Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4 – Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5 – Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6 – Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7 – Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge.
Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8 – Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9 – Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10 – Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11 – Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.
Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12 – Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13 – Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14 – Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15 – Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16 – Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.
Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17 – Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18 – Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Articolo 19 – Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20 – Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.

Articolo 21 – Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.
La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22 – Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23 – Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24 – Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25 – Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26 – Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27 – Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28 – Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29 – Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30 – Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.


L’attuale assetto politico-sociale-economico

Dalla lettura del documento, sembra evidente l’immoralità e la sconsideratezza delle logiche che nel mondo, oggi, governano i seguenti temi:

la dignità della famiglia globale; la libertà di parola; la libertà e l’accoglienza dei popoli; il superamento del concetto di razza; lo spirito di fratellanza verso gli altri componenti della società civile; il diritto alla salute e al benessere personale; il diritto al lavoro e all’istruzione; la produzione; l’economia; i rapporti fra gli stati; l’emigrazione e le vicende dei migranti che trovano spesso la morte nel Mediterraneo perché ci sono porti che vietano lo sbarco alle persone.

Come è potuto accadere questo macroscopico ‘scollamento’ fra le posizioni che il mondo ha espresso nel 1948 e l’attuale assetto politico-sociale-economico? Un motivo è da ricercare nel capovolgimento decisionale fra politica ed economia. Se nel precedente millennio è sempre stata la politica a dettare l’agenda all’economia, oggi ci troviamo in una fase storica nella quale è l’economia a dettare l’agenda alla politica! L’economia si è globalizzata, mentre la politica è rimasta confinata dentro i limiti degli stati. Se uno stato aumentasse la propria pressione fiscale, correrebbe il rischio di vedere ‘svincolati’ gli investimenti dei detentori del potere economico che troverebbero un altro stato disposto a tassare meno i suoi capitali. È come se il potere economico transnazionale riuscisse a erodere una parte della sovranità nazionale.


Nell’attuale civiltà l’ingordigia del profitto induce
e genera continuamente ‘necessità non necessarie’
e non concede alcun tipo di garanzia al suo popolo.
Solo rifondando i rapporti umani su equità e
solidarietà sociale si potrà evitare oltraggiosa assenza
di capacità d’amare nell’uomo disperatamente solo.

Armando


Non solo. La società globale mira, con incessanti campagne pubblicitarie, ad accrescere il desiderio in maniera straordinaria. Per alimentare l’ingordigia del profitto, è necessario che il desiderio della gente germogli incessantemente fino a distruggere la vita degli uomini. Altro elemento negativo riguarda l’abuso della diffusione su scala mondiale di beni e prodotti tipici delle grandi potenze mondiali (Coca Cola, Mc Donalds’, eccetera) che porta inevitabilmente alla diffusione di un messaggio che omologa verso una cultura diversa (la loro) impoverendo, in tal modo, una parte dei valori e delle tradizioni della cultura locale.


(dal libro “Verso il cambiamento” edito nel 2020)

In precedenza:

1 – Il ‘tumulto’ proveniente dal Novecento

2 – La comunità e la società moderna

A seguire:

4 – Il sovranismo riproposto

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