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Il flauto di Emanuela Orlandi

Il flauto di Emanuela Orlandi
Agosto 14
15:36 2013

Una foto di Emanuela OrlandiAi nostri cari lettori rispolvero la memoria. Torniamo indietro al 22 giugno 1983, alla scomparsa di Emanuela Orlandi, vaporizzata nel nulla. Subito dopo, la città di Roma – per opera del lavoro certosino di Pietro Orlandi e dei suoi cari amici – fu tappezzata con la foto di sua sorella Emanuela. Il volto sorridente con la fascetta intorno alla testa da sembrare un’indiana. Era una straniera certamente, ma dello Stato del Vaticano, incastonato come un brillante all’interno dello Stato italiano. In concomitanza, papa Giovanni Paolo II aveva divulgato otto appelli nelle domeniche afose di luglio e agosto durante l’angelus.

Tali appelli provocarono involontariamente un intrigo internazionale dove c’era sempre Emanuela Orlandi al centro. Così, mentre le luci erano puntate su lei, tutti erano intenti in tutt’altre faccende affaccendate (d’origine politica). L’intrigo si era allargato a macchia d’olio da Phoenix, località americana laddove le famiglie mafiose sovente si riunivano per parlare dei loro affari, per arrivare al Kgb (Germania est con il muro ancora saldo ma per poco), alla Bulgaria, alla Turchia con il personaggio molto discutibile Alì Agca l’uomo dalle cento maschere di Pirandello. In Italia quest’intrigo andava a toccare la banda della Magliana con in primo piano la figura di De Pedis, arricchitosi rubando (per questo motivo è stato premiato dal Vaticano con la sepoltura all’interno della chiesa S. Apollinare, luogo sacro e di riposo dei grandi della chiesa) e si intrecciava con l’uccisione di Calvi (Direttore del Banco Ambrosiano), per poi andare allo IOR all’interno del Vaticano. Su questo amaro caso sono stati scritti fiumi d’inchiostro su grandi quantità di carta e in questi lunghi anni ci sono stati lunghi silenzi spezzati poi da colpi di scena che riportavano al caso, come l’interessante ritorno a casa del flauto di Emanuela. Dopo anni di riflessione, quindi, una testa ben pensante ha avuto tanta pietas per il dolore dei familiari di Emanuela che, ad oggi, non possono portare un fiore su una tomba che non c’è. Aspettiamo che quest’anonima persona esca dall’ombra e, con coraggio, ci aiuti a risolvere questa intricata realtà.

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