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NUOVA INIZIATIVA DELL’ASS. CULTURALE L’OSSERVATORIO: MARIA POLIDORO NELLA BIBLIOTECA DI ROCCA DI PAPA

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NUOVA INIZIATIVA DELL’ASS. CULTURALE L’OSSERVATORIO: MARIA POLIDORO NELLA BIBLIOTECA DI ROCCA DI PAPA

NUOVA INIZIATIVA DELL’ASS. CULTURALE L’OSSERVATORIO: MARIA POLIDORO NELLA BIBLIOTECA DI ROCCA DI PAPA
gennaio 26
12:35 2019

 

Quante volte, da bambini, i nostri pensieri si perdevano nell’infinità dei granelli di sabbia tra i quali le nostre dita parevano modellarsi – ancestrali, primordiali sensazioni dell’origine della vita -, mentre il mare sciabordava intonando antiche melodie? Questa l’immagine affiorata per un attimo, nel pomeriggio assolato di fine gennaio, nell’affollata sala lettura della nostra bella biblioteca di Rocca di Papa.

Organizzata dall’Associazione culturale L’Osservatorio, nella persona della Presidente Antonia Di Lonardo, in collaborazione con la nostra infaticabile bibliotecaria Rosita Millevolte, s’è tenuto un interessante incontro con la Dott.ssa Maria Polidoro che ha presentato in anteprima il nuovo saggio di Martin Kalff – Ascoltando il corpo – Nuove vie per il gioco della sabbia – Moretti e Vitali ed., opera alla quale la relatrice ha offerto un proprio personale, interessante contributo.

Giocosa l’accoglienza: al centro della sala la luce a guidar l’incontro, introdotto da un’esauriente relazione della Dott.ssa Di Lonardo sull’origine e la storia della Psicologia.

E’ stata la scrittrice Maria Pia Santangeli a offrire spunto per iniziare quella che s’è rivelata una piacevolissima chiacchierata informale nella quale numerosi suggerimenti di riflessione e di conoscenza sono emersi in modo chiaro e lineare: un incontro casuale e le due Marie, coincidenza anche nel nome, hanno avuto modo di rendere più tangibile quel che poi si è rivelata una fruttuosa scoperta reciproca. La Santangeli, invitata da Maria Polidoro, ha conosciuto nella sua casa, che richiama primaverili voli di farfalle, il gioco della sabbia. Una folgorazione, ha detto la Santangeli, qualcosa di nuovo e inaspettato, che ha creato spunto ieri all’incontro culturale.

Tra il pubblico, anche un bambino accompagnato da un familiare: fa parte di un gruppo di lavoro scolastico, un progetto nel quale anche i piccoli vengono guidati con le insegnanti, lungo un percorso che stimola a guardarsi dentro, meditare, affrontare con quotidiana consapevolezza ogni attimo dell’esistenza.

Maria Polidoro ha reso partecipe l’uditorio della sua storia personale e professionale: percorsi nello studio e casualità di incontri che hanno segnato e guidato le sue scelte. Formatasi alla Psicologia analitica con il Professor Aldo Carotenuto, è gruppoanalista e psicoterapeuta di orientamento junghiano, segue da anni gli incontri di formazione sul gioco della sabbia con Martin Kalff. Da tempo conduce gruppi di meditazione con adulti e bambini.

I presenti hanno potuto condividere i suoi viaggi alla scoperta di un’interiorità profonda che, attraverso la meditazione e il silenzio, porta a una sempre crescente coscienza del Sé e una più consapevole, empatica, relazione con il mondo.

Significative le immagini della dimora elvetica di Martin Kalff a Zollikon, sul lago di Zurigo, nella quale sua madre, Dora Kalff, fu pioniera scopritrice delle qualità terapeutiche del gioco della sabbia: là periodicamente da un decennio si riunisce il gruppo di lavoro che ha portato alla stesura del bel libro presentato ieri: sulla copertina  l’immagine di Mary Cassatt  nella qualedue bambine d’altra epoca, con paletta e secchiello,  giocano sulla riva del mare –

In modo evidente le foto proiettate hanno reso tangibile l’atmosfera e la quotidiana cooperazione che intercorre tra gli studiosi: silenzio, ascolto del corpo con l’impiego della meditazione (sul respiro, body scan, drammatizzazione, musica, danza), sorgente di trasformazione personale e professionale.

Interessante la scoperta della dinamica terapeutica del gioco della sabbia che aiuta a sviluppare nei bambini, attraverso la manipolazione, fantasia e creatività. Dora Kalff ne ha intuito la valenza e la funzione di cura per alcuni disturbi psicologici. Attraverso il gioco che consiste, oltre che nella manipolazione, anche nel posizionare diversi oggetti in miniatura sulla sabbia, si attivano dei processi che favoriscono un contatto con con i paesaggi dell’anima, con il Sé, e sviluppando dinamiche creative che favoriscono la guarigione. Nell’opera infatti vengono anche presentati casi clinici di adulti e bambini (la terapia, nata per i bambini fu presto estesa agli adulti), conclusisi con esiti positivi grazie a questa terapia.

La dott.ssa Polidoro nel corso dell’incontro ha coinvolto tutti in modo giocoso, anche con la danza, stimolando curiosità, osservazioni e partecipazione. Un rinfresco finale ha concluso in modo comunitario l’incontro: solo l’inizio di un nuovo percorso che con la collaborazione dell’ Associazione L’Osservatorio e della Biblioteca comunale  potrà coinvolgere in modo pratico chi volesse entrare a far parte di un interessante percorso di meditazione.

Tornare bambini nel silenzio per crescere verso l’infinito…

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