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Rocca di Papa: con la proiezione di Accattone, terminano gli incontri dedicati a Pier Paolo Pasolini

Rocca di Papa: con la proiezione di Accattone, terminano gli incontri dedicati a Pier Paolo Pasolini
Ottobre 21
21:15 2022

Si è svolto nel pomeriggio dalle 16.00 in poi, accolti dalla nostra affabile  Rosita Millevolte nella sala proiezioni della biblioteca cittadina,  l’ultimo incontro previsto nel progetto di Maria Fondi e patrocinato dal Comune di Rocca di Papa, evento dedicato alla commemorazione di Pier Paolo Pasolini nel centenario della sua nascita.

Analizzata e sviscerata nel precedente incontro al Teatro Civico  la sua figura come poeta e letterato, si è voluto oggi concentrare l’attenzione al Pasolini autore e regista  cinematografico, proiettando il suo film Accattone.

Un’opera del 1961 che richiama un mondo che non esiste più, di una Roma delle borgate periferiche. L’autore scrisse e diresse questo film aiutandosi con attori non professionisti, abitanti della zona decentralizzata di una Capitale che mostrava due facce diverse di una stessa medaglia: zone che andavano modernizzandosi e realtà di un sobborgo con abitanti che arrancavano, cercando di sbarcare il lunario;  proprio da essi, dalle loro storie, dai loro aneddoti trasse spunto per il copione Pier Paolo Pasolini, utilizzando i loro nomi e soprannomi, descrizione dei luoghi ai margini della legalità e della sopravvivenza civile, mettendo in luce lavori precari e a volte poco onesti: l’uso del dialetto, fatto soprattutto di interiezioni e appellativi vocalici,  dialoghi frammentari che rendono l’incosciente superficialità con la quale i personaggi sfidano una sorte non certo benevola; l’idioma romanesco della borgata utilizzato da Pasolini nel copione,  bene rende lo stato di degrado che vede i baraccati nei loro tuguri, famiglie numerose con bambini lasciati allo stato brado, sfruttamento della prostituzione, andirivieni nel carcere e violenza quotidiana.

Franco Citti,  il protagonista  di Accattone, attore dilettante, amico di Pasolini, uomo di strada rende molto bene la figura di questo individuo che vive di espedienti,  calpestando con troppa leggerezza gli affetti e toccando il fondo con comportamenti scorretti e sleali, al di là di ogni rispetto  di valori che sempre più verranno messi a tacere. Tenterà di riscattarsi, tuttavia, ma l’epilogo lo porterà a pronunciare le sue ultime parole: ora sì che sto bene, esalando l’ultimo respiro dopo un incidente con una motoretta rubata.

Amaro, pur con risvolti velatamente comici, il film mette in risalto la grande forza di analisi poetica di Pasolini, il quale venne ferocemente criticato, addirittura aggredito quando l’opera uscì nelle sale cinematografiche…

Incompreso e fortemente vittima del pregiudizio, in un’epoca che non era pronta ad accettare  si mettessero in risalto atteggiamenti considerati contro la morale e il costume, Pasolini divenne oggetto di critica   come autore e scrittore che impietosamente  analizzava contraddizioni nel suo verismo. Pare essere emblema dello stesso autore questo film, anche con il tragico epilogo, che non può non richiamare le drammatiche circostanze che lo portarono alla morte.  Pasolini un po’ più vicino a noi, in questi giorni, con un abbraccio fatto di pietà e affetto per un uomo che non ha saputo difendere se stesso dalle sue disillusioni e dalle oniriche visioni di un mondo non ancora pronto ad accettarlo.

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